ARTE IN CIRCOLO

LA GEOMETRIA DEI SENSI

a cura di Gianluca Marziani

Due donne. Due artiste. Due modi di convertire i pensieri in forme “pensanti”.

Un dialogo tra voci amalgamate. Sul filo della geometria reale e simbolica…

…verso una geometria dei sensi, del mondo interiore, dello spazio invisibile.

 La terza tappa di ARTE IN CIRCOLO propone una conversazione visiva al femminile, ricreata sul muro attraverso la pittura plastica di Angelica Romeo e le ibridazioni di Brigita Huemer.

 Due artiste diversamente complementari nel gioco scenico del progetto. Due donne che ribadiscono quel modus femminile di leggere il mondo e tradurlo sul quadro: la concentrazione sul dettaglio, la modulazione sensibile degli elementi, la pazienza nel creare il giusto equilibrio di pesi iconici, tante tessere di un mosaico umano dal linguaggio elegante e calibrato, mutevole ma anche deciso nel legame tra ideazione e messa in opera.  

 I loro quadri creano intrecci connettivi che coglierete andando oltre le geometrie, capendo che l’apparente astrazione nasconde un paesaggio ideale o una visione soggettiva, un dettaglio ravvicinato o una realtà lontanissima. Le loro matrici visive attraversano cellule e stelle con la libertà metaforica dell’immagine fluttuante, sganciata da una sedimentazione didascalica del reale. Non sono lavori dall’approccio scientifico, sia chiaro, semmai si legge l’attitudine sensoriale che definisce la molteplice lettura delle opere. L’aderenza scientifica riguarda, semmai, l’immaginazione indotta, capace di produrre deviazioni dello sguardo, verso un’estetica “altra” che produce, a sua volta, conseguenze di visuali e letture. Ragionare su stelle e cellule implica, in pratica, la formulazione d’immaginari ispirati e astratti, nati da spunti estetici che a loro volta scivolano verso la biologia, la chimica, la fisica… Personalmente non credo esista un’astrazione sganciata dal reale, probabilmente non esiste astrazione in senso letterale; sussistono, in realtà, apparenze e apparizioni, immagini mobili, echi di memorie, vertigini senza origine. L’approccio “scientifico” delle due artiste riguarda, insomma, l’ispirazione emotiva, il loro istinto femminile che si traduce in un percorso coerente e ben ritmato, fuori dai generi canonici, dentro la scarica di una visione a propria misura.

 

ANGELICA ROMEO sta gradualmente riducendo i canoni espressivi dell’astrazione essenziale. I suoi cicli registrano la disciplina del gesto sotto controllo, di una felice lentezza che ipnotizza il colore in modo mineralizzato, come se quel grumo fosse una stalattite che narra di antichi organismi dal colore massiccio. Le gamme prescelte sono nette eppure vibranti al proprio interno, simili a pietre preziose che si accendono nel buio pur conservando sottotraccia la loro genealogia. Quei segni pittorici non cercano enfasi o vertigini, al contrario suonano note elementari nel bianco che accoglie qualsiasi differenza. Sembrano scale armoniche che fanno vivere la stessa nota in forma compositiva, evitando punteggiatura e aggettivi, isolando sostantivi e verbi visivi come fossero lo scheletro evoluto del linguaggio pittorico. Anche il quadrato del telaio impone un impianto rigoroso che non lascia disperdere il valore energetico del colore. Tutto ruota attorno ad un quadrato che è misura delle cose pittoriche, piazza filosofica che delimita il pensiero e ordina il meccanismo creativo. Stesso discorso per le scatole quadrate che contengono il sottoinsieme di altri quadri quadrati, secondo una logica matematica di gestione spaziale della pittura. Il risultato è un viaggio mentale nelle ragioni plastiche del colore, nel percorso energetico di una gamma, nel ritmo relazionale tra pieni e vuoti… una sorta di struttura sonora che usa la pittura per un suono tutto mentale, lanciato nel bianco dell’assoluto, dove il silenzio e l’ordine compositivo diventano rumore profondo e onda liberatoria.   

Monocromie  e geometrie ordinate
Nulla nasce dal nulla,
all’origine di ogni ciclo pittorico c’è sempre un sentimento che avvia il gesto creativo. Anche dietro al piu’ banale ed astratto boato di colore si nascondono un tumulto di emozioni, pensieri, lugubrazioni, sofferenze, dubbi, ……….desiderio di rinascita.
Tutto sembra emergere dal buio e materializzarsi di colpo in un gesto deciso, il colore. Un colore materico e  forte che illumina, abbaglia, chiede l’attenzione come fosse un ultimo SOS lanciato prima del naufragio. Non possiamo restare indifferenti a cio’ che accade intorno a noi, non possiamo non sentirci come superstiti di un “nuovo medioevo” che ci ha visti coinvolti e travolti da  battaglie, tzunami , teste tagliate , crisi politiche ,fallimenti,corruzioni, crisi ideologiche , violenze,precipitati nel baratro di un domani incerto. E’ cosi’ che il desiderio di rinascita come fu per i nostri padri del ‘ 500 diventa forte,tanto da spingerci a voler reagire a voler dare un colpo secco di spugna per cancellare i “secoli bui “ e  voler riscrivere una nuova storia dove , ordine , rigore , rispetto , forza , decisione, chiarezza, pulizia,tradizione, solidità,diventano le parole magiche a cui il cuore si ispira e mette in moto il gesto creativo. Non voli di fantasia , non intuizioni innovative ne’ ricerca sfrenata di stupire con effetti speciali e virtuali, ma piuttosto una ricerca di formule galileiane, visioni equilibrate,gesti calibrati, mirate a far Quadrare il difficile Cerchio della vita.
Angelica Romeo


Monochrome and ordered geometry. Nothing comes from nothing, at the origin of every painting cycle there is always a feeling that initiates the creative act. Back to more trivial and abstract color ROAR lurk a turmoil of emotions, thoughts, , suffering, doubts, ... ... ... desire for rebirth.
Everything seems to emerge from the darkness and suddenly materializing in a decided painting act,the color. A material and strong color that illuminates, dazzles, calls the attention like a last SOS launched before the shipwreck. We cannot remain indifferent to what is happening around us, we cannot  feel like survivors of a "new middle ages" that saw us involved and caught up in battles, tsunami, heads cut off, political crises, bankruptcies, corruption, ideological crisis, violence, precipitated into the abyss of an uncertain tomorrow. That's how the desire for rebirth as it was for our fathers ' 500 becomes strong. Pushes us to react to give a sponge rap to erase the "dark ages" and want to rewrite a new story where, order, rigor, respect, power, decision-making, clarity, cleanliness, tradition, strength, become the magic words in which the heart is inspired by and set in motion the creative act. No flights of fancy, not innovative insights or unbridled research to amaze with special effects and virtual, but rather a search for Galilean formulas, balanced visions, calibrated gestures aimed at balancing the difficult circle of life.